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Arriva una Cicogna


Dopo suoi titoli storici ed amati come Pane e Tulipani del 2000 o Giorni e Nuvole del 2007 ora è la volta de Il Comandante e la Cicogna, film di Silvio Soldini uscito a metà ottobre nelle sale distribuito da Warner Bros Pictures. Una cicogna che evoca speranze, che è simbolo di rinascita e di nuovi inizi. Elia ne insegue il volo, il papà Leo, interpretato dal camaleontico Valerio Mastandrea che su questo set è un idraulico affronta ogni giorno l’impresa di crescere due figli adolescenti dividendosi tra il lavoro e le incombenze di casa, dove la moglie, una bella e brava Claudia Gerini, è Teresa, stravagante, bella e affettuosa ma che compare e scompare…poi capirete il perché.



Le loro storie s’intrecciano a quelle di altri pittoreschi personaggi in una città emblema del nostro tempo, sotto lo sguardo severo e ironico delle statue di personaggi simbolo della grandezza italiana come Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Verdi o Giacomo Leopardi, che dai loro piedistalli – da dove ne hanno viste tante – commentano le sorti di un’Italia alla deriva, animate, per così dire, dalle voci prestigiose di Pierfrancesco Favino e Neri Marcorè.
La confusione regna sovrana anche nella vita di Diana, interpretata da Alba Rorhwacher, un’artista sognatrice e squattrinata che, in attesa della grande occasione, fatica a pagare l’affitto a fine mese. Suo proprietario di casa è Amanzio – Giuseppe Battiston – un originale moralizzatore urbano che lascia il lavoro per un nuovo stile di vita e, proprio in una delle sue crociate, conosce il giovane Elia, con cui stringe una stramba amicizia. In tale confusione, non può mancare un avvocato truffaldino (in un paese dove la giustizia e la legalità vengono prima di tutto!) e da un cameo di Luca Zingaretti abilmente prende forma l’Avv. Malaffanno. Mastandrea capita nel suo studio quando scopre che la figlia è protagonista, suo malgrado, di un video erotico su internet ed è lì che si imbatte in Diana che passa lì le sue giornate, costretta per necessità economiche ad affrescare una parete, assecondando le ridicole manie di grandezza dell’avvocato.
Tuttavia in vite confuse, crisi e lotte quotidiane qualcuno continua a sognare e a sperare..sulle note finali di una toccante “Cicogna” di Vinicio Capossela. 





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