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Riflessi di luce


Siamo non lontano da Innsbruck, nella tranquilla Wattens, dove c'è un luogo non luogo. Una vera città della luce, una meraviglia creata dal colosso del cristallo sfaccettato: gli “Swarovski Kristallwelten”. I “Mondi di Cristallo” di Swarovski sono un posto un po' surreale e fiabesco dove sono visitabili tutto l'anno un immenso parco con installazioni, labirinti ed opere d'arte e uno spazio espositivo interno che ospita mostre di vari artisti e designer, che possono considerare le “Camere delle Meraviglie” e il parco come una tela bianca su cui esprimere le proprie idee creative e ad esporre in modo permanente o temporaneo le loro personali interpretazioni del cristallo.



In questo periodo è in corso l'installazione del designer israeliano Arik Levy che con la sua “Opacità Trasparente” ha disegnato la sua personale camera cristallina e ha dato un look nuovo a questi suggestivi spazi. La sua opera, appena installata, sarà in mostra per due anni, fino al 2014. Arik Levy, che può definirsi un artista visivo poliedrico - scenografo, stilista di moda e designer industriale o di sistemi di illuminazione - vanta anche una lunga e sfaccettata collaborazione con il brand Swarovski. Nel 2009, ha ideato l’esposizione “Osmosis” per lo Swarovski Crystal Palace e nel 2011 ha disegnato una propria linea di gioielli per la gamma dell’Atelier Swarovski. Ed ora nel 2012, affascinato dalla competenza tecnica e dalla filosofia dell'azienda austriaca, ha scelto di donare al “Gigante” un cuore cristallino attraverso il quale i visitatori possono immergersi nella vita interna dei cristalli e sperimentarli appieno nelle loro varie forme e dimensioni. Si tratta di uno spazio luminescente nell’ambito delle incantevoli “Camere delle Meraviglie”, che farà effetto su molti sensi e inviterà i visitatori a soffermarsi.



Il nome dello spazio, “Opacità Trasparente”, un ossimoro interessante che fa riferimento alla combinazione di due qualità apparentemente contraddittorie del cristallo e gioca con la varietà di forme e misure che si possono vedere, toccare e con cui si può interagire.
Diversamente dal “Duomo di Cristallo”, che mostra l'interno di un cristallo tagliato in tutta la sua bellezza e regolarità, l’opera di Levy mette a confronto la crescita naturale “selvaggia, ma allo stesso tempo controllata” dei cristalli con la forma rigorosa delle pietre di taglio chaton. I materiali utilizzati spaziano dal cristallo al marmo, dall'acciaio a stampe colorate 3D.



E i visitatori sono parte integrante dell'opera, hanno  un ruolo  attivo, fondamentale in quanto non solo osservatori ma anche in quanto co-creatori  dell’esposizione. Muovendosi lentamente o rapidamente attraverso la sala, indossando abiti dai colori vivaci oppure bianchi e appena visibili, guardando, toccando e reggendo diversi oggetti, appoggiandosi a grossi elementi oppure soffermandosi dinanzi a una piccola scultura, esercitano un effetto diretto sull’opera e cambiano in modo significativo l’impressione finale.
Così si genera una creazione/scultura interattiva e in continua evoluzione. Questa è l'atmosfera che si respira negli affascinanti "Crystal Worlds": giochi di luce, dissolvenze, riflessi, e cailedoscopici effetti colorati. Un suggerimento per un weekend diverso, per chi ama il design, l'arte, il simbolismo... la luce.

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