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La materia Cangiante


“In un pomeriggio di fine estate seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte di una gigantesca danza cosmica (…) Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; “vidi” scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti; “vidi” gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne “sentii” la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di Siva, il dio dei danzatori adorato dagli indù” da Il Tao della Fisica di Fritjof Capra

Un’energia che dal divino si sprigiona e si diffonde fino ad ogni forma di creazione e impegno, in primis il lavoro, che per Maurizio Pio Rocchi è in particolare quello della terra.

Musica danza e pittura si incontrano ne “La Materia Cangiante”. La mostra personale dell’artista, a cura di Francesca Barbi Marinetti che si terrà negli spazi espositivi dell’Art Gallery de Il Margutta RistorArte dal 26 Marzo al 5 Maggio 2014, si animerà la sera dell’inaugurazione con la performance “Tessitura dello svelamento” del pittore e la partecipazione della danzatrice Vanessa Valle.

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L’arte è una sorta di congiunzione tra spontaneità ed artificio, tra progettualità e accidentalità, sostiene Rocchi che attraverso le sue 25 tele cangianti – di grande medio e piccolo formato –, opere che sono Fratture, con forte ambivalenza simbolica, racconta agli spettatori la sua arte fatta di energie vitali e antropomorfe che alludono ad un mondo primigenio, ad un ritorno alla terra e al rapporto con essa. L’artista interpreta ogni trasformazione come un incontro foriero di potenzialità ed evoluzioni. In ogni trasformazione avviene un incontro e ogni incontro è foriero di nuove potenzialità ed evoluzioni. Può generare attrito, incomprensione, respingimento, indifferenza o guerra. Oppure può far nascere attrazione naturale e immediata che conduce a cambiamenti armoniosi. Ma il più delle volte mette in gioco una complessità di ingredienti contrastanti da comprendere, governare ed educare.

Il colore prende vita, grazie alla luce si dilata ed emana calore, preziosa fonte di ogni attività biodinamica. Colore e luce sulla tela rappresentano l’energia primigenia, la forza sfrontata della vita biomolecolare che pulsa per una nuova dimensione. Non una fredda lezione del concettuale ma un consapevole recupero di un tempo biologico.

La scelta di un ritorno alla vita agricola e la funzione vitale del rapporto con l’ambiente naturale sono chiari riferimenti per il lavoro creativo di Maurizio Pio Rocchi. Lo studio dei sistemi viventi evidenzia il ruolo determinante del tempo della trasformazione delle strutture molecolari e biologiche, nonché quello della forma nella relazione tra le specie. Viene così recuperato il valore della qualità e sottolineato il fondamentale apporto scientifico dell’estetica della natura.  


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