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Pink School


Il Poker è maschio, ma le carte sono femmina. Recita così il claim della nuova iniziativa che sta attraversando il mondo del poker. Si tratta della Pink School, la prima scuola di poker dedicata al gentil sesso. Il cinema e la letteratura ci hanno abituato all’idea di bellissime donne messe accanto al campione di turno, strizzate in abiti mozzafiato con l’obiettivo facile del jolly portafortuna o con quello più sofisticato del diversivo per gli avversari. Ma oggi è sempre meno raro vedere una donna, soprattutto giovane, seduta al tavolo ovale, concentrata sulle carte proprie e su quelle comuni. O magari impegnata nello stesso gioco, ma su un pc. Il poker che adesso va per la maggiore, infatti, è il Texas Hold’em, una variante a sette carte, tutta americana, molto più spettacolare ed adrenalinica del poker a cinque carte, e molto giocata on line. Forse quest’ ultima caratteristica, che ha permesso una circolazione molto più veloce ed estesa del gioco, l’ha reso più abbordabile e in qualche modo più vicino al mondo delle donne. Se prima l’immaginario era quello delle bische fumose e puzzolenti, infatti, adesso sui tavoli da poker brillano sempre di più le luci multicolori dei casinò di tutto il mondo, Las Vegas in primis, e degli studi televisivi. Sono sempre di più, infatti, le trasmissioni e addirittura i canali dedicati a questo gioco e ai suoi protagonisti. Ne sa qualcosa Kathy Liebert, in assoluto la donna che ha vinto di più in questa disciplina, divenuta milionaria frequentando (e vincendo) le sale da poker di Las Vegas e il torneo più importante del mondo: le World Series of Poker, il sogno di ogni pokerista. E campionesse cominciano a fiorire anche nel nostro paese, come Irene Baroni, agli albori della cronaca per essere entrata nella squadra Pro di un’importante poker room. È da questi fermenti che nasce l’idea della Pink Scool, un’iniziativa di People’s Poker, la principale realtà del settore in Italia, un network con oltre 2 milioni di players al proprio attivo. La scuola vive nell’ambito del concorso di bellezza “Le Pokerine”, lanciato lo scorso anno, si è rinnovato ed ha aperto il 2012 con un format ancora più pokeristico. Oltre a sfilare e ad essere votate per la loro bellezza le ragazze sono state chiamate a dimostrare il proprio talento potenziale per il poker. Capacità di autocontrollo, psicologia, matematica, coraggio, interpretazione delle reazioni altrui, saper bluffare: sono solo alcune delle prove di abilità che hanno dovuto superare. Ma soprattutto hanno cominciato ad imparare a giocare con la Pink School, appunto, e al tavolo ovale hanno preso confidenza con coppie, doppie coppie, scale, colori e full, hanno compreso le logiche che si nascondono dietro ogni puntata e ogni mossa. Perché il poker è un gioco raffinato, che richiede concentrazione e memoria, prudenza e audacia: tutte caratteristiche che sposano perfettamente il carattere femminile, soprattutto quando si tratta di tirar fuori l’immancabile intuito rosa.

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