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I COLORI DI TENDENZA PER LA PROSSIMA STAGIONE

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Il documentario da non perdere

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L'elisir di bellezza della Maison Chanel

Inutilmentefiga: il debutto narrativo di Elda Alvigini

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La poesia di Flowers. Meravigliosa Natura

Fino al 6 settembre al Chiostro del Bramante

La bella stagione si indossa

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Roma diventa capitale della pop culture

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Torna Tuscania in Corto

La quinta edizione tra arte, talento femminile e impegno sociale

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Enea Bastianini con il Tissot T-Race MotoGP

Una storia di impegno e passione

Columbia Sportswear torna sulla luna

Moda è anche innovazione e tecnologia

Chapeau, Madame!


Cloches anni Venti, forme classiche rivisitate, baschi alla Greta Garbo e volumi azzardati alla Schiaparelli; ma anche modelli semplici e arditi realizzati con materiali poveri del tempo di guerra; e ancora toques, calotte fiorite, piume e velette anni Cinquanta, ballon di pelliccia e cappelli a larga tesa di fine anni Sessanta: ecco alcuni esempi degli 80 cappelli in mostra per Chapeau, Madame!

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Il percorso espositivo presso la Sala Tessuti di Palazzo Madama a Torino -dal 26 marzo 2014 al 1° marzo 2015- illustra la varietà delle forme di cappelli amate nell’arco di cinquant’anni e la loro storia. Da complemento abituale del vestire della signora del XIX secolo, ad accessorio indispensabile per le donne di ogni classe sociale nel Novecento, fino agli anni Venti,  quando il cappello segue da vicino il mutamento, con la libertà e la fantasia consentite dalla sua funzione puramente estetica, della donna e delle mode. Presi in prestito dalla collezione del Liceo Artistico Musicale “A. Passoni” di Torino, i cappelli sono un inno allo stile delle signore torinesi, note per l’eleganza aggiornata sul gusto internazionale. Donne che si servono da modisterie di alto livello come Vassallo e David, acquistano a Parigi presso le case più prestigiose: Caroline Reboux, Maria Guy e la Maison Lewis. Tutte le signore sono invitate a partecipare indossando un cappello, fascinator -piccolo cappello/decorazione stravagante- oppure con un’acconciatura.

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Tra le iniziative collaterali molto interessante è il progetto Storie di moda. I mestieri della moda a Torino 1860-1960, grazie alla collaborazione del pubblico, mira a creare un archivio di comunità sulle sartorie, le modisterie e le calzolerie torinesi. Accanto a Cerchi Alla Testa, il workshop a cura dell’architetto/artista Paola Galfione Barozzo, che si è tenuto il 23 marzo, durante il quale ognuno ha potuto tagliare, cucire, comporre ed elaborare il proprio cerchio alla testa, sotto la guida dell’artista. 


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